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Una comunità per crescere in via Cenni

Sei case in linea sovrastano un paesaggio naturale-artificiale di piani inclinati che emergendo dal terreno delineano una frattura al centro del lotto: uno spazio pubblico.

È un percorso pedonale e urbano, abitato da funzioni pubbliche e semi pubbliche (negozi, servizi alla residenza), che parte dalla piazza della cascina e arriva a un piccolo parco, riguadagnando la strada ciclo pedonale, prolungamento di via Domokos, che da via Novara porta agli orti urbani. A via Gabetti, riconnessa con via San Giusto attraverso questo prolungamento, è lasciato il ruolo di accesso carrabile all’area. Le linee sono disposte in modo da guadagnare l’orientamento e le viste più favorevoli: nord-est, sud, sud-ovest. La distribuzione a ballatoio consente la classica disposizione dei servizi e degli accessi sul fronte più svantaggiato, con una regola che però non è rigida. Infatti sfruttando la profondità della linea per avanzare o arretrare i blocchi delle abitazioni e la lunghezza per articolare i collegamenti verticali, si vengono a creare piccoli spazi pubblici, semi pubblici e privati, patii, logge, giardini: l’unica regola non derogabile è che ogni casa abbia un suo spazio privato all’aperto, e ogni gruppo di case degli spazi di socializzazione abbastanza ampi e non standardizzati, perché la varietà possa rendere percepibile l’unicità, e quindi stimoli il senso di appartenenza e la cura di ciò che non è solo di uno, ma neanche di nessuno. Anche il verde viene integrato nel progetto e trattato come un vero e proprio materiale: non un semplice arredo, ma un elemento architettonico – da terra a cielo: ora suolo, ora parete verticale, ora copertura – che contribuisce al comfort generale dell’area – visivo, termico, igrometrico, acustico – e aggiunge la componente temporale alla definizione del luogo: attraverso la scelta accurata delle essenze, che alternano profumi e colori a seconda dei periodi dell’anno, il suolo e gli edifici si accendono alternamente e segnano il passare delle stagioni. Nella piazza, negli edifici pubblici e nel verde urbano la piccola comunità di circa 700 persone incontra la città. Attraverso i percorsi si riconnette al tessuto circostante. Lo spazio di incontro della comunità coincide con lo spazio pubblico e con la strada, e come nella città antica i blocchi degli edifici si affacciano direttamente su questi, anche se trasversalmente. I ballatoi e gli spazi creati tra le singole abitazioni ricreano invece in altezza piccoli brani di una città privata, propria solo della comunità, micro strade e piazze e giardini dove ci si può dare un appuntamento, cenare insieme o fermarsi a parlare all’aria aperta: a Milano non fa poi così freddo.

 

Team con Consuelo Nunez Ciuffa, Francesca Piattelli, Paola Ricciardi, Valeria Trentini

Anno 2009

Dove Milano

Categoria Concorso internazionale di social housing, progetto segnalato